2/2024
I nuovi contorni della sovranità economica europea
Come conciliare crescita e indipendenza in un mondo frammentato.
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L'Editoriale
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Dobbiamo avere paura di indebitarci?
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Il debito pubblico mondiale dopo il Covid ha raggiunto livelli senza precedenti. Questo, assieme alle tensioni geopolitiche in giro per il mondo, aumenta i rischi per i paesi maggiormente indebitati come il nostro. Che non può più permettersi di ipotecare il futuro con i condoni e i superbonus. Nei prossimi anni bisognerà fare spazio a maggiori spese in difesa e tutela dell’ambiente, necessariamente coordinando queste scelte a livello europeo. Bene che la Germania stia abbandonando la regola del bilancio in pareggio. Leggi gratuitamente l’editoriale La valigetta del debitoScegli Questo prodotto ha più varianti. Le opzioni possono essere scelte nella pagina del prodotto -
Disordine mondiale
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Nel vuoto lasciato dagli Stati Uniti, l’Europa può guidare un’alleanza di medie potenze Trump, come tutti i populisti, sa solo distruggere, non ricostruire. In soli quindici mesi ha aperto una frattura con gli alleati storici, avviato nuove guerre, smantellato l’ordine mondiale e mutilato la democrazia negli Stati Uniti. Per evitare di finire nel “menù imperiale” evocato a Davos dal premier canadese, le medie potenze devono costruire nuovi equilibri e forme di cooperazione globale nella gestione di risorse e conflitti. L’Europa è il candidato naturale a guidare questo processo. Esempio di vero multilateralismo, ha già dimostrato capacità di azione coordinata. In una fase in cui la sicurezza esterna torna centrale, anche il suo sistema di sicurezza sociale può diventare una risorsa strategica. Leggi l’editoriale Quando il disordine regna sovranoScegli Questo prodotto ha più varianti. Le opzioni possono essere scelte nella pagina del prodotto -
La casa è diventata un miraggio
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Prezzi alle stelle nelle grandi città e politiche abitative assenti: la casa è il nuovo simbolo della disuguaglianza In Italia la casa è al centro delle aspirazioni di tutti, ma lo stato spende troppo poco per affrontare l’emergenza abitativa. La paura di aiutare immigrati o comuni amministrati da governi “avversi” paralizza ogni intervento. Il piano casa annunciato da Giorgia Meloni potrà funzionare solo se realizzerà davvero studentati a prezzi agevolati e alloggi popolari, fermi dai tempi del piano Fanfani. La questione abitativa è un tema di uguaglianza, mobilità e coesione sociale. E come tale va affrontato. Leggi gratuitamente l’editoriale Il problema sociale della casaScegli Questo prodotto ha più varianti. Le opzioni possono essere scelte nella pagina del prodotto -
Lavorare ed essere poveri
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Senza salari adeguati e sostegni efficaci, il lavoro non basta a uscire dal tunnel della povertà. E le politiche per contrastarla continuano a mancare Sono sempre di più gli italiani poveri anche se lavorano: soprattutto giovani, donne e immigrati. È una condizione che spiega molto del disagio giovanile. Se essere poveri da disoccupati lascia almeno la speranza di uscirne trovando un lavoro, scoprire che neppure con uno stipendio ci si può permettere i servizi essenziali genera una frustrazione profonda. Sostenere, come fa il governo, che il lavoro sia l’unica via per superare la povertà significa ignorare un’emergenza sociale che rischia di trasformarsi in una questione di ordine pubblico. Leggi gratuitamente l’editoriale Il lavoro povero e quello impoveritoScegli Questo prodotto ha più varianti. Le opzioni possono essere scelte nella pagina del prodotto
